Una sala d'essai a Siena
Nell’autunno 1980 un gruppo di neolaureati, studenti e appassionati che gravitavano intorno all’insegnamento di storia del cinema della Facoltà di Lettere costituì la cooperativa Nuova Immagine, con l’intento di concretizzare un progetto del Comune di Siena: aprire in città una sala d’essai.Â
Quei giovani avevano afferrato al volo il filo rosso dipanatosi a partire dagli anni Cinquanta grazie ai cineclub animati da Sergio Micheli, e sdoppiato nei Sessanta con due frequentatissimi cineforum, uno di matrice cattolica ideato da Cosimo Scaglioso, l’altro d’impronta laica e di sinistra voluto dall’Arci di Euro Rubegni. Iniziative benemerite che portarono a Siena, tra le altre, opere di Buñuel, Jancsó, Bresson, Cassavetes, Rohmer, altrimenti cancellate dalla censura di mercato che privilegiava le pellicole commerciali. Erano comunque rassegne periodiche che non placavano il desiderio di buon cinema.Â
La convinzione che domanda e offerta di qualità si potessero incontrare permanentemente e in regime di concorrenza, nel 1975 indusse un consorzio fiorentino a creare un circuito regionale. A Siena venne preso in affitto lo Smeraldo, mitico cinemino di quartiere, e fu una grande soddisfazione vedere Nashville di Altman incassare più di una commedia all’italiana. Purtroppo la tanto attesa legge regionale che avrebbe dovuto sostenere economicamente il progetto arrivò tardi: dopo tre anni, le elevate spese di gestione obbligarono alla chiusura.Â
Per fortuna, come nel lieto fine dei vecchi film, la volontà dell’assessore alla cultura Peccianti, che individuò un locale disponibile, si coniugò all’arrivo dei sospirati finanziamenti pubblici. La storia del Nuovo Pendola ebbe così inizio. Un happy end che dura da quarantasei anni, presenza insostituibile nella vita culturale cittadina, grazie anche all’interesse mostrato dalle amministrazioni che si sono succedute. I sussidi ormai sono quasi inesistenti e bisogna fare di necessità virtù. Pure le altre sale, del resto, sono in gravi difficoltà . Ma la resistenza continua, ed è piena di sorprese: nel 2020, per quasi un mese, campione d’incassi fu l’ultimo film prima del Covid, il sudcoreano Parasite, sottratto a un destino di oblio. Dimostrazione che il cinema in sala favorisce la socialità e apre la mente alla bellezza di tutte le culture.Â
I prossimi appuntamenti d’essai
La programmazione del Cinema Nuovo Pendola ripartirà da settembre