Terra di Siena Film Festival 2026
Dal 13 al 17 ottobre, il Terra di Siena International Film Festival celebra la sua 30ª edizione, portando sul territorio una kermesse che da tre decenni racconta il cinema nelle sue molteplici forme e crea occasioni di incontro tra pubblico, autori e professionisti.
E quest’anno il Festival avrà anche una pre-apertura speciale, lunedì 12 ottobre alle ore 20.30, con l’omaggio al grande regista Florestano Vancini e la proiezione di “E ridendo l’uccise”, film che vede tra i protagonisti anche Vincenzo Bocciarelli, Direttore dei Teatri di Siena. Una serata speciale, con unica proiezione e biglietto a prezzo ridotto, per rendere omaggio a una figura importante del cinema italiano e dare ufficialmente il via alla 30ª edizione.
Un appuntamento importante per la vita culturale senese, con film italiani e internazionali, ospiti, registi e protagonisti del mondo del cinema pronti a incontrare il pubblico e condividere storie, esperienze e nuovi sguardi. Senza dimenticare i più giovani con le matinée, proiezioni speciali per i ragazzi dei licei senesi.
Un festival che guarda al mondo, ma che affonda le sue radici nel territorio. E che, ancora una volta, invita tutti a vivere il cinema sul grande schermo.
PER GLI SPETTACOLI DAL 13 AL 17 OTTOBRE L’INGRESSO È GRATUITO
12 ottobre 2026
ore 20:30 “E ridendo l’uccise” di Florestano Vancini 121’ | Ospiti in sala Gloria Vancini e Vincenzo Bocciarelli
Siamo all’inizio del 1500. La Corte Estense è in subbuglio per la morte di Ercole I. I suoi quattro figli – Alfonso, Ippolito, Giulio e Ferrante – sfoderano gelosie e rancori sopiti, mentre indugiano tra festini e cortigiane. L’emotività si scatena in occasione di una festa. Ippolito, futuro cardinale, rifiutato dalla bella Angiola che gli preferisce Giulio, ordina di sfigurare il fratello, complice a sua volta di Ferrante nel tentativo, subito smascherato, di uccidere Alfonso. I colpevoli sono condannati a morte con esecuzione sulla pubblica piazza ma, in quanto fratelli, vengono graziati all’ultimo momento e vengono condannati al carcere a vita. Sullo sfondo Moschino – un povero giullare prima al servizio di Giulio, poi di Alfonso – si trova coinvolto nelle vicende di corte. Solo due persone avranno a cuore il suo destino: Ludovico Ariosto, intellettuale di corte, e la prostituta Martina.
Musiche di Ennio Morricone
INGRESSO A PREZZO RIDOTTO
13 ottobre 2026
ore 18.00 “My Stolen Beauty” di William Nines e Leonardo Celi 101’ | Ospiti in sala i registi, Ignazio Oliva, Roberto Zibetti, la produttrice Jona Lika di Blulight Pictures
Un documentario che svela la storia inedita dietro Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci, attraverso 26 ore di filmati mai visti prima, girati sul set da Leonardo Celi. Un viaggio intimo nel processo creativo del Maestro, tra momenti dietro le quinte, prove degli attori e interviste esclusive. Un omaggio allo spirito del cinema corale degli anni ’90 e a uno dei suoi film più iconici.
ore 20.00 Cortometraggio “Per Sempre” di Romano Reggiani 15’ | Ospiti in sala il regista e il produttore Alessandro Leo di Aleo Film
Un giovane ispettore della polizia rientra a casa la sera tardi dal lavoro, turbato da una giornata molto difficile. Al suo rientro sarà obbligato a fare i conti con la sua vita, con il suo matrimonio. Sarà costretto a riflettere, a sperare, su quel “per sempre” giurato poche settimane prima sull’altare. La sua speranza è quella di tutti: che l’amore non si esaurisca mai. Costi quel che costi.
INFO IN PIÙ Questo film rappresenta il primo step del nuovo progetto registico di Reggiani, in parallelo alla sua carriera come attore che lo ha visto di recente anche nel cast di Mare Fuori 6 (nei panni del nuovo direttore Stefano Stazi) e di Scuola di Seduzione di Carlo Verdone.
ore 21.00 “La Salita” di Massimiliano Gallo 90’
Nisida, 1983. Il carcere femminile di Pozzuoli viene chiuso per un breve periodo, e 18 delle sue detenute vengono ospitate nel carcere minorile dell’isola. La convivenza è difficile, sia perché le detenute sono stipate in spazi sovraffollati, sia perché i ragazzi sono sovreccitati per la presenza del gruppo di donne in un luogo dove sono solamente solo figure di sogno. Fra queste c’è la bella Beatrice, la vedova di un camorrista, che ha visto uccidere il figlio in una guerra fra bande rivali, e che suscita l’immediato interesse di Emanuele, un giovane carcerato sul punto di terminare la sua detenzione: fra loro si stabilirà un legame profondo e assai pericoloso. Eduardo De Filippo, allora già 83enne e senatore a vita, visita spesso Nisida dove ha creato un laboratorio teatrale, e consiglia al direttore del carcere di mettere in scena uno spettacolo di varietà, approfittando della presenza femminile nell’istituto. Il direttore, inizialmente restio, accetta pur di mettere fine alle tensioni create dall’arrivo delle detenute. E lo spettacolo metterò in moto dinamiche che cambieranno la vita di alcuni.
14 ottobre 2026
ore 9.00 (matinée dedicata agli studenti dei licei senesi) “La via del male” di Pablo Revello 130’ | Ospiti in sala il regista e il cast
Grazia è una ragazza determinata ad avere una vita diversa da quella delle donne che la circondano. Soffre per il terreno lastricato di ostacoli, ma qualcosa la sorregge: la passione per la scrittura e l’orgoglio per il destino che da sempre ha scelto per sé. Nei momenti di difficoltà trova conforto nella fede e nella preghiera. Quando molti anni dopo vincerà il “Premio Nobel per la Letteratura 1926” e l’anno successivo si recherà a Stoccolma per ritirarlo sarà consapevole che quel traguardo è stato pienamente meritato. Ha vissuto una vita autentica, dedicata alla scrittura, ma ogni passo è stato una conquista. Trasformare l’impossibile in possibile ha richiesto coraggio e forza d’animo. Grazia è una pioniera che ha rotto il “soffitto di cristallo” anche per le altre donne. Ripensa a come, parola dopo parola, il suo mondo interiore abbia preso forma, al fatto che la professione letteraria non sia stata una rinuncia ad altri suoi interessi o scelte di vita. Soprattutto due romanzi le tornano in mente, “La via del male” e “Marianna Sirca”, storie di strade faticose e interrotte, simili l’una all’altra nella drammaticità che le contraddistingue; trame di amori, odi, solitudini, convenzioni sociali, bisogno di libertà fino al sacrificio della verità di Maria Noina, al sogno sacrificato di Marianna Sirca. (Tra gli attori anche alcuni studenti del liceo Galileo Galilei).
ore 18.30 “L’estate dell’Orsa Maggiore” di Andrea D’Ambrosio 63’
Lo scrittore Giuseppe Festa esplora la storia di Morena, una cucciola di orso marsicano orfana, ritrovata anni fa nel Parco Nazionale d’Abruzzo. La cucciola era al centro di un progetto scientifico di reintroduzione in natura, mai tentato prima. Ma proprio mentre la troupe sta ultimando le riprese, arriva una notizia inaspettata: è stata ritrovata un’altra cucciola solitaria, Nina. Il passato cede il passo al presente e il film diventa la commovente cronaca del suo viaggio verso la libertà, che culmina in un finale mozzafiato. Anche per Giuseppe il viaggio prende una piega inaspettata: da osservatore e narratore, si ritrova coinvolto personalmente, in un percorso interiore che lo riconnette con la Terra e con il significato più profondo del suo stesso viaggio.
CON LA VOCE DI SERGIO CASTELLITTO
ore 21.00 “Dov’è la Fiesta?” di Niccolò Gentili 102’ | Ospite in sala Sergio Pierattini
Roma, oggi. Da tre mesi e mezzo Leo e Irene sono una coppia di mediotrentenni che non hanno idea in quale direzione stia andando la loro relazione. Tra dieci giorni è Capodanno e non sanno se lo trascorreranno insieme, dando al loro rapporto una veste di ufficialità e “capitolando ai loro sentimenti”. Leo è un aspirante attore di Fucecchio che per sopravvivere nella Capitale fa il cameriere, il rider, l’accompagnatore di anziani e il figurante durante il Giubileo, insieme all’amico spiantato Pasquale; Irene è sceneggiatrice e insegnante di sceneggiatura, parla un po’ da sola e con l’amica Maura che cerca di convincerla a mollare l’indeciso Leo.
Dopo una cena insieme, Leo non trova la sua Fiesta che era parcheggiata sotto casa di Irene. La ricerca dell’auto diventerà un inseguimento pericoloso e una via crucis burocratica, dando il via ad una serie di disavventure con un impatto anche sulla coppia protagonista: perché “l’amore fa paura quando non lo trovi, ma fa ancora più paura quando forse l’hai trovato e non hai il coraggio di dirtelo”.
15 ottobre 2026
ore 9.00 (matinée dedicata agli studenti dei licei senesi) “Waiting for Ken Loach” di Simone Amendola 78’
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ore 11:00 (matinée dedicata agli studenti dei licei senesi) “El sueño de Aylan” di Alex Agüera 86’ V.O. sub ita
Il sogno di Aylan è la storia di un ragazzino italiano di quasi 11 anni che sogna di diventare un calciatore nel 1993. Vive con la madre in un piccolo paese toscano chiamato Pitigliano. Una serie di comportamenti inappropriati e un grave litigio portano alla sua espulsione da scuola. Questo evento spinge Emilia, la madre, a rivolgersi ai servizi sociali per dare una svolta alla sua situazione e ad affidare il piccolo alla sorella Valentia.
ore 18.00 “El sueño de Aylan” di Alex Agüera V.O. sub ita | Ospiti in sala i produttori
Il sogno di Aylan è la storia di un ragazzino italiano di quasi 11 anni che sogna di diventare un calciatore nel 1993. Vive con la madre in un piccolo paese toscano chiamato Pitigliano. Una serie di comportamenti inappropriati e un grave litigio portano alla sua espulsione da scuola. Questo evento spinge Emilia, la madre, a rivolgersi ai servizi sociali per dare una svolta alla sua situazione e ad affidare il piccolo alla sorella Valentia.
ore 20.00 Cortometraggio “Tutti giù per terra” di Marco Simon Puccioni 19’ | Ospiti in sala il regista e il produttore Giampietro Prezioza di Inthelfilm
Dopo essere sopravvissuta a un’infanzia segnata dalla violenza e a un’aggressione sessuale subita in età adulta, Viola deve affrontare il peso della memoria e un sistema giudiziario incapace di offrirle guarigione.
ore 20.30 “The Last Room in Hanoi” di Coz Greenop 84’ | Ospiti in sala il regista, l’attore Jack McEvoy e la produttrice Lucy De Crescenzo di Europictures
L’ultima stanza ad Hanoi è un dramma romantico e oscuro che si addentra nelle profondità del dolore, dell’amore e della perdita. Aron, un giovane scrittore disilluso, viaggia per il Vietnam in cerca di ispirazione dopo la morte della moglie. Nel vibrante caos di Hanoi, Aron inizia a far rivivere la moglie attraverso le sue parole, aggrappandosi disperatamente al ricordo della donna che ha perso. Ma quando la presenza della moglie inizia a dissolversi in una creatura ultraterrena, Aron si rende conto che l’unico modo per trovare la vera pace è restituirla all’oceano, lasciandosi alle spalle il passato per abbracciare la possibilità di guarigione e rinascita.
16 ottobre 2026
ore 18.30 “La Terza Volta” di Gianni Aureli 97’ | Ospiti in sala il produttore Claudio Bucci e l’attrice Elisabetta Pellini
Seconda Guerra Mondiale. Nel caos che seguì l’armistizio, le truppe tedesche divennero protagoniste di retate brutalissime, e persino Matera e Potenza furono occupate. In un’Italia allo sbando, tra ordini confusi e contraddittori, una misteriosa donna in fuga cerca la libertà. L’unico modo per evitare l’arresto è prendere la strada più lunga attraverso i boschi. Per metterla in salvo, il comando partigiano la affida a una guida esperta, Nichi, arrestata più volte dalla milizia ma sempre scampata alla morte, alla ricerca del marito ancora al fronte. La donna, però, nasconde un segreto: un quaderno, un diario che spera di scambiare con la libertà. Sulla prima pagina, Nichi riesce a leggere un solo nome: Edda Ciano.
ore 20.30 “Scarpe Rotte” di Roberta Torre 68’ | Ospiti in sala la regista e l’attrice Barbara Ronchi
Roma, durante la seconda guerra mondiale. Clara e Vera trascorrono il tempo in casa: bevono il tè, mettono in ordine, parlano. Clara e Vera parlano di tutto. Di ciò che è accaduto all’una e all’altra, di chi non c’è, di chi manca. Al centro dei loro discorsi – come un leitmotiv musicale, e come un’occasione per parlare di ciò di cui non si può parlare – ci sono le scarpe. Che dovrebbero essere intere, se non addirittura eleganti almeno decenti, e invece sono rotte, piene di spaccature, con la suola che si stacca; ma ci sono solo quelle, bisogna arrangiarsi, esserne orgogliosi e persino – anche se in tempo di guerra sembra assurdo – un poco gioirne. Perché allora non organizzare un concorso di scarpe rotte, con tanto di giudice e concorrenti? Scarpe rotte racconta la storia di due donne e del loro legame. Racconta in che modo a volte il sogno ha la capacità di tenere a bada il caos del mondo.

